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Territorio

Igino Dapreda

di Lunedì, 23 Giugno 2014
fotografia Iginio Dapreda

Nato a Condino, in Giudicarie, a pochi passi dal confine Lombardo nel 1903 e nel suo paese sepolto nel 1988,  Iginio Dapreda, organista, pianista, compositore, rappresenta il fulcro e l’apice di una folta famiglia di musicisti, nove fratelli che due inflessibili genitori – forse memori di asburgici trascorsi – avevano educato alla musica prima ancora che, come ci si poteva aspettare, ai mestieri di montagna.

Nell’ambito della storiografia e della ricerca musicale locale, minuziosamente e doverosamente attenta alle proprie risorse artistiche, la figura di Iginio, detto Gino, non manca di ampi riferimenti bibliografici: freschissimo di stampa, per esempio, il volume contenente gli Atti di una giornata di studio interamente dedicatagli, tenutasi a Condino il 6 giugno 2009, donde riemergono le caratteristiche di una personalità aggiornata ai gusti musicali coevi, premiata dall’interesse di Casa Ricordi, nonché dai contatti con musicisti di calibro come Riccardo Zandonai. Il ritmo speciale della narrazione per immagini aggiunge una, non altrimenti possibile, lettura “teatrale” emotivamente coinvolgente. A rendere speciale il lavoro non sono solo le splendide fotografie di Iginio, giovane, bello, dalla signorilità mahleriana, provenienti dall’archivio di famiglia, ma è soprattutto l’affetto della nipote Giacinta Dapreda, che racconta un quotidiano infantile vissuto insieme allo zio musicista, facendo breccia nella riservatezza di risonanza montanara (la stessa che lo spinse a ritirarsi nel 1956 nel paesello nativo), attraverso le numerose albe con il suono del pianoforte nelle orecchie, i piccoli regali destinati ai nipotini studiosi, l’amore esclusivo, continuo e indefesso per lo studio, la cultura, la musica.